jueves, diciembre 14, 2006

Pinochet ha muerto.¿Ha muerto Pinochet?

Por Claudia Bazán

El proyecto del cineasta chileno Ignacio Aguero se llama Pinochet ha muerto.¿Ha muerto Pinochet?,para el que ya tenía acordado con 30 cineastas del mundo filmar el día de la muerte del dictador.Con total autonomía cada realizador podría hacer su trabajo sin pauta alguna, así lo decía el cineasta:

“En rigor, aún no sabemos si vamos a hacer un documental con este material. Es un trabajo demasiado libre y aún no sé si hay una historia. Nadie está con una pauta prefijada y es una apuesta total a la creatividad del que tiene la cámara”






Por otro lado hay un proyecto http://eldiaquemuriopinochet.blogspot.com/en el que reciben todo tipo de archivo sobre la muerte de Pinochet.Con todo el material realizarán un documental cuyas ganancias serán donadas a una fundación.Consideran a la muerte del Dictador un hecho histórico con trascendencia internacional,por lo que reciben fotos,videos,audio de todo el mundo para poder reconstruir esa percepción.



















Acabo de leer el post-de un chileno viviendo en Canadá- sobre el tema: La bendita muerte













Tags: Ignacio Aguero,documental,muerte,Pinochet

1 comentario:

guerrilla radio dijo...

Muerto Pinochet: Victor y Salvodor viven siempre:

Siamo in cinquemila, qui,
In questa piccola parte della città.
Siamo in cinquemila.
Quanti siamo, in totale,
Nelle città di tutto il paese?
Solo qui
Diecimila mani che seminano
E fanno marciare le fabbriche.
Quanta umanità
In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,
Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.

Sei dei nostri si son perdi
Nello spazio stellare.
Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto
Si potesse colpire un essere umano.
Gli altri quattro hanno voluto togliersi
Tutte le paure
Uno saltando nel vuoto,
Un altro sbattendosi la testa contro un muro,
Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.
Che spavento fa il volto del fascismo!
Portano a termine i loro piani con precisione professionale
E non gl'importa di nulla.
Il sangue, per loro, son medaglie.
La strage è un atto di eroismo.
È questo il mondo che hai creato, mio Dio?
Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?
Tra queste quattro mura c'è solo un numero
Che non aumenta.
Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.

Ma all'improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.
Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno.

Canto, che cattivo sapore hai
Quando devo cantar la paura.
Paura come quella che vivo,
Come quella che muoio, paura.
Di vedermi fra tanti e tanti
momenti di infinito
in cui il silenzio e il grido
sono i fini di questo canto.
Ciò che ho sentito e che sento
Farà sbocciare il momento.
(Victor Jara, trad. Riccardo Venturi)



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